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Via Dante

L'itinerario, di notevole interesse storico-paesistico, si svolge nelle verdi campagne della valle del Ticino, nei pressi di Vigevano, e conduce a visitare gli insediamenti agricoli tipici della zona, nella loro evoluzione storica, fino all'attuale convivenza di struttura agro-produttiva e tutela dell'ambiente. La visita tocca la Sforzesca, fattoria modello dovuta all'innovazione agricola voluta da Ludovico il Moro, avvalorata maggiormente dagli studi di Leonardo, di cui sono un tipico esempio il Mulino dalla Scala ed i canali irrigui.

La sosta in una tipica cascina a corte chiusa offre poi la possibilità di vedere la struttura interna tipica di un cascinale: la corte, la stalla, i fienili, le abitazioni dei fattori e dei braccianti.

 

Durata e Percorso:
2/3 ore, partendo da Vigevano si prosegue in bus fino alla frazione Sforzesca con alcuni spostamenti a piedi.

   27029 VIGEVANO (PV) - tel. 0381386046 fax 0381690494 - PI.02489690186       

L'itinerario conduce alla riscoperta della cultura dei contadini lomellini raccontata nel Museo  di Arte e Tradizione Contadina di Olevano di Lomellina. Situata in un vecchio cascinale, la raccolta conserva più di 1200 fra attrezzi ed utensili relativi alla vita nelle campagne lomelline fino alla prima metà del novecento. La visita al museo è resa più suggestiva dalle numerose ambientazioni ricreate: la stalla, il caseificio, le coltivazioni, le botteghe artigiane, la casa contadina. Dopo il museo si raggiunge la Riseria  Masinari  di Mede. La più antica riseria della Lomellina che fu costruita nel XVIII secolo da una congregazione di frati. Tutte le lavorazioni del riso si svolgono sia nel modo tradizionale con macchine che potrebbero figurare in un museo, sia con altre modernissime. Con questa visita ci si può accostare alla storia della lavorazione del riso, dai macchinari più antichi fino alle ultime novità della ricerca per la qualità assoluta del riso.

 

Durata e Percorso:
L'itinerario ha una durata di mezza giornata: dopo la visita del museo si raggiunge la riseria a Mede o a Valle Lomellina.

La città di Vigevano si trova sulla riva destra del Ticino a circa 35 chilometri sia da Milano che da Pavia, della cui provincia fa parte. Fondamentale per la conoscenza della città è la visita al centro storico che prende avvio dalla celebratissima Piazza Ducale, considerata fra le più belle piazze d'Italia. Voluta nel 1492 da Ludovico Maria Sforza detto il Moro, come anticamera nobile al castello, è un vero gioiello dell'architettura rinascimentale, ancora oggi cuore e salotto di Vigevano. Sulla piazza, nel punto più alto della città, si erge la Torre, costruita a più riprese a partire dal 1198 e ultimata dal Bramante alla fine del quattrocento. Si accede poi al cortile del Castello Sforzesco, costruito a partire dalla prima metà del sec. XIV e modificato in epoche diverse. Il castello si compone di più parti che si affacciano sul cortile maggiore. Il Mastio, su tre lati, con quattro torri agli angoli, fu voluto da Luchino Visconti, Podestà di Vigevano, come dimora degna di ospitare la corte milanese ed in grado di difenderla. A lato del corpo principale, sul fianco della bramantesca Loggia delle Dame, gli agili colonnati della Falconiera lo collegano alle tre scuderie del tardo quattrocento, che chiudono il cortile sino alla torre. Dal Mastio parte anche la Strada Coperta, la più lunga del mondo (ben 164 metri!), destinata a scavalcare il borgo per collegare rapidamente il castello con un rivellino, la Rocca Vecchia, porta d'accesso verso le campagne. Attualmente sul sito dell'originaria rocca vecchia, sorge un amplissimo maneggio coperto chiamato Cavallerizza grande. Ritornando in piazza si può visitare il Duomo rinascimentale che si presenta con una facciata ellittica costruita nel 1680 dal Vescovo spagnolo Juan Caramuel per mascherare la difformità della disposizione della chiesa, disassata rispetto alla piazza. All'interno è conservato un prezioso Museo del Tesoro con oreficerie cinquecentesche ed arazzi fiamminghi. Opportuno è anche il giro delle vie che circondano le antiche mura da cui si notano interessanti scorci del castello e di edifici coevi.

 

Durata e Percorso:
2/3 ore, partenza a piedi da via De Amicis, Poste Centrali, (area di sosta dei pullman nei pressi) visita di piazza, castello e Duomo.

VIGEVANO: LA PIAZZA E IL CASTELLO

Questo itinerario vuole illustrare la secolare evoluzione dell'attività industriale che più ha caratterizzato e fatto conoscere nel mondo intero la città di Vigevano. Logico punto di partenza per la visita è il Civico museo della Calzatura "Pietro Bertolini". Esso conserva nelle sue sale testimonianze delle opere dei maestri calzaturieri di varie epoche e latitudini, naturalmente con una vasta scelta della produzione vigevanese dall'ottocento ad oggi. La visita prosegue poi in uno dei più rinomati calzaturifici cittadini, con la dettagliata spiegazione de processo di lavorazione della calzatura svolto sia nel metodo tradizionale che con le procedure più avanzate (secondo la disponibilità delle aziende). A richiesta vi è la possibilità d integrare la visita con una sosta in un magazzino di vendita d calzature all'ingrosso per lo shopping individuale. In alternativa è anche possibile organizzare visite specializzate in altri settori industriali ed, in particolare, in quello dell'industria meccanica (macchine per calzature), degli accessori per calzature (tacchifici, suolifici, ecc.) e delle materie plastiche.

Durata e Percorso:
l'itinerario della durata di mezza giornata prende avvio dal Museo della Calzatura e prosegue con la visita ad un calzaturificio della zona.

LA SCARPA: TRA PASSATO E PRESENTE

AGRICOLTURA ED AMBIENTE NELLA VALLE DEL TICINO

La Lomellina, delimitata geograficamente dal corso dei tre fiumi Sesia, Po e Ticino, costituì in ogni tempo una terra di confine di grande importanza strategica, teatro di lotte intestine ed aspre battaglie fin dai tempi più antichi. L'organizzazione feudale del medioevo fu la causa prima della nascita di numerosi castelli, torri e case forti di cui il territorio lomellino è costellato. Essi resistettero per secoli ai numerosi attacchi, risorsero dopo le distruzioni, ed, infine, in età rinascimentale e barocca, furono trasformate in comode ville di campagna dalle più nobili famiglie milanesi. Questa è la realtà che offrono i fortilizi della zona, da Scaldasole, con il più organico e maestoso complesso della regione, già definito "magnifico" nel sec. XV  quando fu riedificato attorno al mastio di età longobarda, alla massiccia rocca di Lomello (sec. XV) affiancata dal complesso pre-romanico di Santa Maria Maggiore (sec. XI) e San Giovanni ad Fontes (sec. V-VIII), dal duecentesco castello Gallarati di Cozzo, interamente visitabile grazie alla comunità Mondo X Eco Base che lo tiene in affitto, al maniero di Sartirana, dalla caratteristica torre circolare (sec. XIV) ed il notevole cortile decorato in cotto. Per completare il quadro non possiamo dimenticare i fortilizi di Valeggio (sec. XIII), Olevano (sec. XII-XV), Frascarolo (sec. XV), Tortorolo e Villanova di Cassolnovo, dalla grande importanza storico-artistica, ma non visitabili.

 

Durata e percorso:
Itinerario di mezza giornata: partenza da Vigevano, visita di Sartirana, visita di Lomello: Castello e Basilica, visita esterne a Scaldasole.

CASTELLI DI LOMELLINA

Antico centro fondato dai Celti, fu prospera in epoca romana e nel periodo longobardo, quando ospitò nel 590 l'incontro e, forse, le nozze fra la regina Teodolinda ed il duca Agilulfo; verso il mille divenne una potente roccaforte dei Conti palatini, più volte distrutta e ricostruita. Il centro conserva resti delle antiche mura ed insigni monumenti medievali quali il complesso religioso formato dalla Basilica di Santa Maria Maggiore, notevole costruzione del primo periodo romanico lombardo (XI sec.) e dal Battistero di San Giovanni "ad Fontes" (V-VII sec.), un antichissimo edificio longobardo con i resti dell'originale fonte battesimale. Pregevoli anche la chiesa romanica di San Michele (XII sec.) ed il Castello (XV sec.) che conserva affreschi cinquecenteschi di pregevole fattura.

 

Durata e Percorso:
L'itinerario ha una durata di mezza giornata: dopo la visita del museo si raggiunge la riseria con possibilità di shopping.

SACRO E PROFANO A LOMELLO

L'itinerario nell'antica Ticinum, capitale d'italia, inizia dalla chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, uno degli esempi più eclatanti del romanico lombardo, vi sono conservate le spoglie di Sant'Agostino. Si prosegue alla volta del Castello Visconteo, fatto costruire da Galeazzo Il Visconti, a partire dal 1360, ed ora sede di importanti musei ed esposizioni permanenti (Pinacoteca, Museo del Risorgimento, Museo Archeologico). Di fronte sbocca la centralissima Strada Nuova col Palazzo Centrale dell'Università, le cui costruzioni originarie risalgono al sec. XV. L'Università di Pavia è tra le più antiche d'Italia, fu istituita ufficialmente nel 1361 dall'imperatore Carlo IV. Dietro il Cortile Principale si trova Piazza Leonardo da Vinci, con le sue tre Torri Medievali e la Cripta di Sant'Eusehio. La via che attraversa perpendicolarmente Strada Nuova è Corso Cavour, la via Montenapoleone dei pavesi; nel suo primo tratto, il corso, taglia esattamente a metà piazza della Vittoria. Sullo sfondo, a sinistra, si trova il palazzo del Broletto, antica sede del Comune di Pavia, dove inizia il caratteristico porticato che circonda tutta la piazza. Poco oltre sorge il Duomo, capolavoro del rinascimento lombardo, la cui cupola, terza d'Italia per dimensioni, domina tutta la città.
Tornando in Strada Nuova, si prosegue verso il Lungoticino, che il Ponte Coperto, di trecentesca memoria, collega con Borgo Ticino.
Sulla sinistra si incrocia corso Garibaldi, una delle strade più vecchie e popolose. All'incrocio tra via Scarpa e via Paolo Diacono si apre la prospettiva alla piazzetta di San Michele Maggiore (sec. XII su fondamenta del sec. VII), documento più prezioso nella storia dell'architettura romanica dell'Italia del Nord.

Durata e Percorso:
L'itinerario ha una durata di mezza giornata: punto di partenza da Viale Matteotti di fronte al Castello Visconteo e termine al Ponte Coperto.

PAVIA CITTA’ D’ARTE E CULTURA

Il pittoresco paese è adagiato sulla riva destra del torrente Staffora in una cornice di dolci rilievi ricoperti da una vegetazione dai colori tenui e delicati. La visita dell'abitato non può prescindere dalla conoscenza della sua storia: di essa è intrisa l'atmosfera dell'antico borgo  che ne conserva ampie testimonianze nell'impianto urbanistico e nei monumenti. L'origine dell'abitato deve cercarsi in epoca preromana. Nel medioevo la storia del paese si intreccia con quella della famiglia dei feudatari, i Malaspina, che, oltre a cingere l'abitato con potenti mura, vi edificarono un castello munito di torrione.  Nel medioevo la cittadina controllava i traffici di merci lungo la via del sale, la strada appenninica che collegava Genova a Milano. L'impianto dell'antico borgo, dominato da due torri, sotto e le quali si aprono le porte dell'abitato, ricorda ancora quegli anni di commercio e traffici: sulle strette e ripide viuzze si affacciano i caratteristici portici bassi che ospitano ancora oggi piccole botteghe e cantine. Nel centro, oltre alla chiesa parrocchiale (1580), si trovano gli oratori delle confraternite "Dei Bianchi" e "Dei Neri", costruite nella prima metà del seicento. Ma il monumento sacro più importante di Varzi è la chiesa dei Cappuccini, ubicata nella parte bassa del paese. La chiesa, dedicata a San Germano, risale al XII secolo ed ha recentemente riacquistato le originali forme romaniche e gotiche, grazie ai recenti lavori di restauro.

 

Durata e Percorso:
L'itinerario ha una durata di due ore. E’ possibile completare la mezza giornata con la visita in un salumificio con possibilità di shopping

IL BORGO MEDIEVALE DI VARZI

Sulle verdi colline che salgono dolcemente dalla pianura per inasprirsi sui primi contrafforti appenninici, sorgono antichi borghi, castelli e chiese di millenaria memoria. L'itinerario in Oltrepò prende avvio da Voghera, lungo la valle del torrente Staffora, si raggiunge la suggestiva Abbazia di Sant'Alberto da Butrio, isolata su di un poggio, fra folti boschi, nel luogo dove si ritirò il santo eremita nel secolo dell'anno mille. Famosa e potente per tutto il medioevo, l'abbazia ospito il Barbarossa ed Edoardo II d'Inghilterra che, pare, sia qui sepolto; ora conserva la torre, il chiostro e tre chiesette ricche di suggestivi affreschi. Sulla via del ritorno merita una sosta la stazione di Salice Terme, nota fin dai tempi dei romani, costituisce una tappa del nostro itinerario. Il centro sorge in una delle zone più verdi della regione: è piacevole una passeggiata fra gli alberi che ombreggiano i viali ed i parchi ad ammirare gli alberghi, le caratteristiche ville ed il rinomato stabilimento termale.

Ma il momento da non perdere assolutamente è quello della visita ad una cantina, dove oltre a fare scorta dei famosi vini DOC, è possibile assistere alle varie fasi della vinificazione e coglierne così gli antichi segreti.

 

Durata e Percorso:
L'itinerario ha una durata di mezza giornata; è possibile prevedere una sosta in una cantina con degustazione e possibilità shopping.

OLTREPO PAVESE: FRA VIGNETI E CASTELLI

IN LOMELLINA ALLA SCOPERTA DELLA CULTURA CONTADINA