La pittura
in Lombardia
nel XX secolo

i apre sabato 31 marzo nella seconda scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano la mostra "La Pittura in Lombardia nel XX Secolo" curata da Raffaele De Grada che rimarrà aperta fino al 1 luglio.

Promossa e realizzata dal
Comune di Vigevano e dai Lions Club Vigevano Colonne e Sforzesco, con il Patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Pavia-Assessorato Cultura, Istruzione e Formazione Professionale, la mostra presenta la prima storicizzazione della pittura del '900 esponendo 135 opere degli artisti che hanno operato in Lombardia nel secolo appena trascorso.

Sviluppata in un percorso didascalico-cronologico che, secondo la ricerca di De Grada, focalizza l'attenzione sulle esperienze della prima metà del secolo e sui fermenti artistici della seconda metà del '900, la mostra ospita per la prima volta insieme i più importanti testimoni del secolo scorso come
Boccioni e Gola per continuare con Carrà, Sironi, De Pisis, Funi, De Grada e Tosi, fino a giungere alle nuove generazioni di artisti.

"Con un metodo diverso da quello usato per altre mostre che dovrebbero rappresentare l'arte italiana del secolo, - spiega il professor De Grada - con l'esposizione di alcune stelle di fama internazionale accollando loro una schiera informe di artisti in competizione di presenza e di mercato, noi abbiamo voluto utilizzare gli spazi con le presenze che sono tipiche dell'area lombarda. E' un dovere storico di cui assumiamo la responsabilità."

Questo importante evento culturale e artistico celebra così il patrimonio pittorico lombardo e raccoglie opere in gran parte inedite, esposte in un'unica grande mostra per offrire una visione d'insieme dell'arte moderna e contemporanea in Lombardia in tutte le sue rappresentazioni pittoriche attraverso i capolavori di grandi protagonisti.

"Nei primi anni del XX secolo - racconta De Grada -  convergono su Milano, alla scuola di Cesare Tallone a Brera, dall'Emilia, dal Veneto, dal Piemonte, Aroldo Bonzagni e Achille Funi, Umberto Boccioni e Carlo Carrà. E' l'inquietudine del "nuovo". Boccioni, giunto a Milano nel 1907, si propone di rappresentare "il nostro tempo industriale", Bonzagni è sollecitato dalle contraddizioni della nuova società, da un lato le feste del "popolo grasso", dall'altro le miserie del "popolo minuto", quello che affolla il Tram di Monza e che fatica accanto ai cavalli da tiro. "

La mostra si apre proprio con due opere di
Umberto Boccioni e con "I rifiuti della società" del 1918 di Aroldo Bonzagni. L'attenzione ai contenuti sociali dell'arte a Milano si protrae fino alla rappresentazione delle drammatiche "periferie" della città industriale di Mario Sironi, che in mostra appare con l'opera Paesaggio Urbano del 1926. Il percorso della tipica pittura di paesaggio lombarda è rappresentato nell'esposizione, tra gli altri, da Emilio Gola, Ugo Bernasconi, Gianni Maimeri, per proseguire con Arturo Tosi, Raffaele De Grada, Donato Frisia. La mostra prosegue attraverso le esperienze dei gruppi novecentisti degli anni venti verso il rinnovamento "chiarista" e di Corrente, fino alla metà del secolo. In quest'area citiamo tra gli altri la presenza in mostra di Bruno Cassinari, Ennio Morlotti e Ernesto Treccani e dall''area lombarda dei primi chiaristi Del Bon, Lilloni, Spilimbergo, De Amicis. A questi si aggiungono alcuni rappresentanti della "scuola di Burano" che accoglieva, accanto a un maestro del postimpressionismo come Pio Semeghini (per non dire di De Pisis) pittori di ottimo livello come Vellani Marchi, e Consadori.
Il percorso si dipana attraverso le migliori testimonianze dei realisti, astrattisti e formalisti, fino ad arrivare al realismo esistenziale ripiegato sui sentimenti dell'intimo. Si delinea poi un espressionismo gestuale che riunisce
Roberto Crippa, Gianni Dova nel cosiddetto movimento NUCLEARE, assorbendo elementi di surrealismo e di denuncia politico-sociale con Enrico Baj. Di qui emergono i "concetti spaziali" di Lucio Fontana, e si passa poi alle testimonianze in Lombardia di pittori figurativi ed astratto-informali.

La mostra di Vigevano è documentata da un libro catalogo che percorre la storia della pittura del '900 in Lombardia con una visione più ampia rispetto al percorso espositivo, presentando anche artisti che per ovvie ragioni di spazio e di equilibri, non hanno trovato posto in mostra.

Importante peculiarità dell'evento è la partnership tra pubblico e privato ovvero l'Amministrazione comunale di Vigevano e i due club lions della città (Colonne e Sforzesco) che ha portato all'ottimizzazione delle risorse e alla concretizzazione di un progetto che si inserisce nella promozione della città ducale come punto di eccellenza della cultura e dell'arte in Lombardia.

Vigevano, 30 marzo 2001

Comune di Vigevano

Lions Club
Vigevano Colonne

Lions Club
Vigevano Sforzesco

ORARI DI APERTURA:

Da Lunedì a Sabato:
11.00 - 13.00
15.00 - 18.30

Domenica:
10.00 - 14.00
15.00 - 18.30

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