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Il percorso ad anello si snoda in un paesaggio di pianura, fra le campagne del riso che si trasformano nel corso dell’anno: da lago immobile nella tarda primavera, diventano verdi praterie d’estate e, infine,dorate distese di spighe nei mesi autunnali.

Primo giorno

Arrivo individuale a Vigevano, perla del rinascimento italiano, e sistemazione in hotel

Secondo Giorno (km 35,5)

L’itinerario parte dalla città e si immerge dei boschi del Ticino, lungo il fiume, fra i ristoranti e le tipiche “casotte”, meta degli svaghi della città. Dopo la frazione Buccella, in direzione di Villareale e Cassolnovo, le distese dei campi coltivati rubano la scena; lungo gli argini delle rogge sfilano i pioppi e la presenza costante delle grandi cascine conferma la vocazione agricola che al riso affianca l’allevamento dei bovini. La sosta a Villanova consente di ammirare uno dei pochi castelli rimasto quasi intatto nei secoli. Poi il percorso “sconfina” in piemonte e tocca il caratteristico abitato di Vignarello, abbarbicato attorno alla chiesa ed al piccolo castello. Dopo Gravellona la strada sterrata si fa accidentata, fino al Santuario di Sant’Anna, alle porte di Cilavegna, patria del prelibato “asparago bianco”, specialità della Lomellina. Si prosegue sulle sponde del canale Quintino Sella, poi si prosegue alla volta di Parona e quindi seguendo la “strada dei dossi”, fra i boschi di pioppi e le risaie si arriva a Mortara. Pernottamento

Terzo Giorno (km 45)

Dopo la visita alle numerose chiese, testimoni della storia della cittadina, l’itinerario continua verso sud in direzione del borgo agricolo di Olevano, dominato dal castello medievale e custode del Museo di Arte e Tradizione Contadina della Lomellina. Si prosegue quindi nella valle del torrente Agogna e si attraversano antiche borgate agricole, un tempo sedi comunali ed ora quasi disabitate: la Marza, Campalestro, Velezzo con la sua Pieve e battistero dell’anno Mille, Terno con l’agriturismo la Corte Ghiotta, fino a giungere a Lomello. E’ d’obbligo la vista al complesso architettonico della Basilica di Santa Maria Maggiore e del Battistero di San Giovanni ad Fontes, poi si prosegue sempre a sud attraversando Gallivola e Gallia per poi piegare a est costeggiando il corso del Po. Il percorso poi risale la valle fino a superare Ferrera e dirigere verso Valeggio, altro piccolo centro che conserva un magnifico castello appartenuto a Pico della Mirandola. La sera si sosta a Garlasco, centro del divertimento e della “movida” della Lomellina, per i suoi numeri locali di svago.

Quarto Giorno (km 34)

L’itinerario del quarto giorno conduce ancora verso il “fiume azzurro” in una delle località più conosciute: il ponte di barche nei pressi di Bereguardo. Il nostro roadbook consiglia di ritornare con la strada asfaltata fino al castello di Parasacco, ma è possibile imboccare fin da subito il sentiero E1 verso Nord. Per chi segue il nostro consiglio il sentiero viene imboccato all’altezza della Cascina Torricella e attraversa alcune delle aree naturali più belle del Parco: il bosco Salmadorino, Il Bosco Lungo, Il Bosco della Lite fino al Bosco Ronchi dove si abbandona il sentiero e si riprende la strada alla volta della Sforzesca. Dopo la sosta per la visita della quattrocentesca fattoria modello degli Sforza, si raggiunge vigevano attraverso la via Santa Maria che porta direttamente nel centro della città.

 

Note tecniche:

LUNGHEZZA: 115 km

DISLIVELLO MASSIMO: 20 m

FONDO STRADALE: asfalto e sterrato con brevi tratti sconnessi

DIFFICOLTÀ: totalmente pianeggiante, strade a traffico promiscuo, tratti su piste ciclabili

PERCORRIBILITÀ: tutto l’anno (per i tratti sterrati si consiglia di evitare i giorni di pioggia)

BICI CONSIGLIATA: bici ibride (city-bike) e mountain bike, sconsigliate bici da corsa

SEGNALETICA DEDICATA: parziale il primo giorno, assente negli altri giorni

OMBREGGIATURA scarsa

TRENO-BICI linea Alessandria-Milano a Vigevano e Mortara; linea Pavia- Vercelli a Mortara e Garlasco; linea Pavia - Alessandria a Lomello.

Vigevano e la Lomellina (4gg 3 notti)

Un brevissimo itinerario, per i meno allenati, che si sviluppa quasi totalmente su strada asfaltata (solo un km di sterrato). Si lascia il centro di Vigevano seguendo la via Tre colombaie o la via Castellana: entrambe raggiungono la piccola località dei Casoni della Baita, attraverso campi e risaie. Da qui la strada prosegue verso la Cascina Castellana e dopo l’incrocio con la strada che va a Case Nuove, si continua dritto seguendo le ciminiere del termodistruttore. Si imbocca quindi la sterrata che conduce alla cascina Scocchellina e da qui si raggiunge Parona. Da Parona a Mortara

Si può seguire la strada provinciale, ma se è troppo trafficata, si può usare l’alternativa della strada “dei dossi”, che si imbocca da via San Quirico (è un po’ nascosta ma basta chiedere): poche centinaia di sterrato e si raggiunge la frazione Medaglia e da li, dritto, il Cimitero di Mortara da dove la pista ciclabile vi porterà in centro.

Chi non vuole più pedalare può ritornare a Vigevano con il treno.

 

Note tecniche:

LUNGHEZZA: 15 km

DISLIVELLO MASSIMO: 5 m

FONDO STRADALE: asfalto e brevi tratti di sterrato

DIFFICOLTÀ: totalmente pianeggiante, strade a traffico promiscuo, tratti su piste ciclabili

PERCORRIBILITÀ: tutto l’anno (per i tratti sterrati si consiglia di evitare i giorni di pioggia)

BICI CONSIGLIATA: bici ibride (city-bike) e mountain bike

SEGNALETICA DEDICATA: no

OMBREGGIATURA scarsa

TRENO-BICI linea Alessandria-Milano a Vigevano, Mortara

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Via Dante

Dal Ticino al Sesia (5 gg, 4 notti)

Da Vigevano a Mortara in un’ora

Roadbook

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Il tracciato per satellitare

Il percorso ad anello si snoda in un paesaggio di pianura, fra le campagne del riso che si trasformano nel corso dell’anno: da lago immobile nella tarda primavera, diventano verdi praterie d’estate e, infine,dorate distese di spighe nei mesi autunnali. Le soste culturali nei numerosi borghi sorti attorno ai castelli e alle pievi medievali, si possono così allietare con pause gastronomiche in tipiche trattorie o nelle numerose aziende agrituristiche.

 

Primo giorno

Arrivo individuale a Vigevano, perla del rinascimento italiano, e sistemazione in hotel

Secondo Giorno (km 56)

L’itinerario parte dalla città e si immerge dei boschi del Ticino, lungo il fiume, fra i ristoranti e le tipiche “casotte”, meta degli svaghi della città. Dopo la frazione Buccella, in direzione di Villareale e Cassolnovo, le distese dei campi coltivati rubano la scena; lungo gli argini delle rogge sfilano i pioppi e la presenza costante delle grandi cascine conferma la vocazione agricola che al riso affianca l’allevamento dei bovini. La sosta a Villanova consente di ammirare uno dei pochi castelli rimasto quasi intatto nei secoli. Poi il percorso “sconfina” in piemonte e tocca il caratteristico abitato di Vignarello, abbarbicato attorno alla chiesa ed al piccolo castello. Dopo il paese si segue la vecchia strada per Tornaco e poi si prosegue per Vespolate, con l’antica Pieve e il castello. Dopo l’abitato si attraversa il torrente Agogna e si rientra in Lombardia. La strada prosegue a zig-zag fra antichi abitati e cascine: La Torre, Scaffona e Kyrie, poi arriva a Confienza ed a Palestro, famose per le battaglie del periodo Risorgimentale. A Palestro la strada scende nelle alluvioni del Sesia e lambisce il fiume fino a Rivoltella, piccola frazione di Rosasco. Da qui si abbandona l’argine e si risale verso Robbio. Pernottamento

Terzo Giorno (km 58)

Prima di lasciare Robbio non si può tralasciare la visita alle sue numerose chiese, ricordo dei tempi in cui i pellegrini percorrevano numerosi la Via Francigena. Noi ritorniamo sulla strada per  Rosasco e raggiungiamo il piccolo comune stretto attorno al suo antico ricetto. Da qui ci avviciniamo nuovamente  all’argine del Sesia e attraversiamo Langosco e quindi Mantie, ancora in territorio piemontese anche se il fiume lo ha “spostato” sulla sponda lombarda, e Terrasa, piccola frazione di Candia, dove ci dirigiamo attraverso la strada sterrata. A Candia abbiamo due possibilità: una ci porta a Breme attraverso un sentiero nella valle del Po, l’altra, tutta su strada asfaltata, ci fa fare un giro attraverso Cozzo, Bordignana e Valle: la scelta deve tenere conto delle condizioni atmosferiche perché il percorso sul Po potrebbe essere accidentato. A Breme si visitano i luoghi dell’ex centro monastico di San Pietro, poi si prosegue sulla vecchia strada comunale verso Sartirana che si preannuncia con la torre del suo castello. Risaliamo alla volta di Mortara attraverso la stradina per Semiana e da qui ci si dirige verso Valle Lomellina. Se siete stanchi è possibile arrivare a Mortara con il treno dalla stazione di Valle, altrimenti potete seguire lo sterrato che segue la linea ferroviaria e raggiungere la frazione Marza, poi Olevano e quindi Mortara. Pernottamento

Quarto Giorno (km 45)

Dopo la visita alle numerose chiese, testimoni della storia della cittadina, l’itinerario continua verso sud in direzione del borgo agricolo di Olevano, dominato dal castello medievale e custode del Museo di Arte e Tradizione Contadina della Lomellina. Si prosegue quindi nella valle del torrente Agogna e si attraversano antiche borgate agricole, un tempo sedi comunali ed ora quasi disabitate: la Marza, Campalestro, Velezzo con la sua Pieve e battistero dell’anno Mille, Terno con l’agriturismo la Corte Ghiotta, fino a giungere a Lomello. E’ d’obbligo la vista al complesso architettonico della Basilica di Santa Maria Maggiore e del Battistero di San Giovanni ad Fontes, poi si prosegue sempre a sud attraversando Gallivola e Gallia per poi piegare a est costeggiando il corso del Po. Il percorso poi risale la valle fino a superare Ferrera e dirigere verso Valeggio, altro piccolo centro che conserva un magnifico castello appartenuto a Pico della Mirandola. La sera si sosta a Garlasco, centro del divertimento e della “movida” della Lomellina, per i suoi numeri locali di svago.

Quinto Giorno (km 34)

L’itinerario del quarto giorno conduce ancora verso il “fiume azzurro” in una delle località più conosciute: il ponte di barche nei pressi di Bereguardo. Il nostro roadbook consiglia di ritornare con la strada asfaltata fino al castello di Parasacco, ma è possibile imboccare fin da subito il sentiero E1 verso Nord. Per chi segue il nostro consiglio il sentiero viene imboccato all’altezza della Cascina Torricella e attraversa alcune delle aree naturali più belle del Parco: il bosco Salmadorino, Il Bosco Lungo, Il Bosco della Lite fino al Bosco Ronchi dove si abbandona il sentiero e si riprende la strada alla volta della Sforzesca. Dopo la sosta per la visita della quattrocentesca fattoria modello degli Sforza, si raggiunge vigevano attraverso la via Santa Maria che porta direttamente nel centro della città.

 

Note tecniche:

LUNGHEZZA: 230 km

DISLIVELLO MASSIMO: 20 m

FONDO STRADALE: asfalto e sterrato con brevi tratti sconnessi

DIFFICOLTÀ: totalmente pianeggiante, strade a traffico promiscuo, tratti su piste ciclabili

PERCORRIBILITÀ: tutto l’anno (per i tratti sterrati si consiglia di evitare i giorni di pioggia)

BICI CONSIGLIATA: bici ibride (city-bike) e mountain bike, sconsigliate bici da corsa

SEGNALETICA DEDICATA: parziale il primo giorno, assente negli altri giorni

OMBREGGIATURA scarsa

TRENO-BICI linea Alessandria-Milano a Vigevano, Mortara, Valle; linea Pavia- Vercelli a Mortara, Robbio e Garlasco; linea Pavia - Alessandria a Lomello; linea Mortara—Casale Monf.to a Candia.

Roadbook

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Il tracciato per satellitare

Roadbook

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Il tracciato per satellitare

L’itinerario parte dalla città e si immerge dei boschi del Ticino, lungo il fiume, fra i ristoranti e le tipiche “casotte”, meta degli svaghi della città. Dopo la frazione Buccella, in direzione di Villareale e Cassolnovo, le distese dei campi coltivati rubano la scena; lungo gli argini delle rogge sfilano i pioppi e la presenza costante delle grandi cascine conferma la vocazione agricola che al riso affianca l’allevamento dei bovini. La sosta a Villanova consente di ammirare uno dei pochi castelli rimasto quasi intatto nei secoli. Poi il percorso “sconfina” in piemonte e tocca il caratteristico abitato di Vignarello, abbarbicato attorno alla chiesa ed al piccolo castello. Dopo Gravellona la strada sterrata si fa accidentata, fino al Santuario di Sant’Anna, alle porte di Cilavegna, patria del prelibato “asparago bianco”, specialità della Lomellina. Si prosegue seguendo il corso del canale Quintino Sella e su una strada sterrata si raggiunge la Cascina Scocchellina, qui si riprende la strada vicinale asfaltata in direzione Est, lasciando a destra il termodistruttore. Dopo un altro tratto sterrato si raggiunge la strada Scoglio e si tiene sempre la direzione verso Nord. Alla frazione Casoni della Baita si può scegliere fra la via Castellana e la Strada Nuova: entrambe portano al centro della città.

 

Note tecniche:

LUNGHEZZA: 37 km

DISLIVELLO MASSIMO: 15 m

FONDO STRADALE: asfalto e sterrato con brevi tratti sconnessi

DIFFICOLTÀ: totalmente pianeggiante, strade a traffico promiscuo, tratti su piste ciclabili

PERCORRIBILITÀ: tutto l’anno (per i tratti sterrati si consiglia di evitare i giorni di pioggia)

BICI CONSIGLIATA: bici ibride (city-bike) e mountain bike

SEGNALETICA DEDICATA: si (per 27 km)

OMBREGGIATURA scarsa

TRENO-BICI linea Alessandria-Milano a Vigevano

Terre d’Acqua: Lomellina 1 (e ritorno a Vigevano)

Roadbook

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Il tracciato per satellitare

L’itinerario parte dalla città e si dirige verso la frazione Sforzesca sulla strada dei Rebuffi; dopo una sosta ad ammirare la fattoria modello degli Sforza si scende ai dei boschi del Ticino, percorrendo la via dei Ronchi (in discesa). Superato il cancello che vieta il transito agli autoveicoli si prende il sentiero E1 sulla destra del bivio. Il percorso è ovviamente sterrato ed a tratti sconnesso ma la vicinaza della natura ripaga pienamente le difficoltà del sentiero. Si attraversano i boschi  dei Ronchi, della Lite, il Bosco Lungo ed il bosco Salmadorino. Attraversato il ponte con la catena (che si oltrepassa) il sentiero piega a sinistra e diventa più stretto; poi prosegue nel Bosco dell’Occhi costeggiando il canale Scavizzolo prima e la roggia Castellana poi. Ed ecco in breve si è al ponte di Barche. Potete raggiungere Bereguardo, sulla sponda sinistra del Ticino ad ammirare il Castello. Per il ritorno si può ripercorrere il sentiero nel bosco oppure seguire una strada asfaltata a basso traffico. Si prende la sp 185 in direzione di Garlasco, poi si devia per Parasacco e si segue la strada in direzione di Borgo San Siro. L’ultimo tratto prima del paese è in salita, una delle poche del territorio Lomellino. Da Borgo San Siro si raggiunge la frazione Torrazza seguendo la vecchia strada (parallela alla nuova provinciale) e si prosegue alla volta di Gambolò. Vale la pena una sosta nel cortile del castello Litta, poi  si prende la direzione del Cimitero da dove si imbocca la strada sterrata che porta direttamente alla frazione Fogliano: da qui la via Valletta di Fogliano riporta direttamente in centro a Vigevano.

 

Note tecniche:

LUNGHEZZA: 53 km

DISLIVELLO MASSIMO: 20 m

FONDO STRADALE: asfalto e sterrato con brevi tratti sconnessi

DIFFICOLTÀ: pianeggiante con piccoli dislivelli, strade a traffico promiscuo,

PERCORRIBILITÀ: tutto l’anno (per i tratti sterrati si consiglia di evitare i giorni di pioggia)

BICI CONSIGLIATA: bici ibride (city-bike) e mountain bike

SEGNALETICA DEDICATA: si per il sentiero E1 (nel Parco)

OMBREGGIATURA scarsa

TRENO-BICI linea Alessandria-Milano a Vigevano

Il Sentiero E1: da Vigevano a Bereguardo

Roadbook

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Il tracciato per satellitare